Sta prendendo sempre più forma la RE-Umanesimo Academy, un progetto ancora in fase preliminare che sarà presentato nelle sue prime articolazioni in occasione delle edizioni 2027.
La sua elaborazione muove da una considerazione: l’economia del futuro non potrà essere definita soltanto dalla tecnologia, dall’innovazione o dalla capacità di crescita. Dovrà confrontarsi con questioni istituzionali, etiche e, soprattutto, con una rinnovata attenzione alla dimensione umana.
L’Academy nasce dunque come ipotesi di uno spazio nel quale questi temi possano essere affrontati attraverso un approccio necessariamente interdisciplinare. Non una scuola pensata per aggiungere semplicemente nuove competenze a quelle già esistenti, ma un percorso nel quale le competenze possano essere ricondotte a una visione più ampia della società e del suo sviluppo.
Il punto di partenza è l’osservazione di una trasformazione ormai evidente. Le innovazioni tecnologiche stanno modificando profondamente il lavoro, i mercati, le organizzazioni e i processi decisionali. Parallelamente, mutano gli equilibri demografici, gli scenari geopolitici, i modelli produttivi e le relazioni tra istituzioni, imprese e comunità. In una realtà così complessa, la competenza tecnica rimane indispensabile, ma non sembra più sufficiente.
È qui che la dimensione istituzionale assume il proprio significato: comprendere il rapporto tra economia, istituzioni e società; osservare come cambiano i sistemi di regolazione e le responsabilità degli attori economici; interrogarsi sulle condizioni necessarie affinché l’innovazione possa produrre valore anche per le comunità.
Accanto a questa dimensione vi è quella etica.
Non intesa come insieme di principi astratti o come elemento aggiunto a posteriori, ma come parte del processo attraverso il quale vengono assunte le decisioni. La possibilità tecnica di fare qualcosa non coincide necessariamente con l’opportunità di farlo, così come l’efficienza di una scelta non esaurisce la valutazione delle sue conseguenze.
Ma è soprattutto la dimensione umanistica a rappresentare il tratto distintivo della riflessione alla quale si sta lavorando.
L’Umanesimo, in questa prospettiva, non viene considerato come un riferimento al passato, ma come una possibilità per leggere il presente. Significa tornare a considerare la persona non soltanto come destinatario dell’economia, lavoratore, consumatore o utilizzatore di tecnologia, ma come soggetto portatore di dignità, responsabilità, conoscenza e capacità relazionale.
È una prospettiva che può riguardare anche l’impresa.
L’impresa del futuro sarà chiamata a confrontarsi con tecnologie sempre più sofisticate, ma anche con persone che attribuiscono al lavoro significati differenti, con comunità più attente agli impatti delle attività economiche e con una crescente necessità di fiducia. In questo scenario, il valore economico non può essere considerato separatamente dal valore sociale e umano.
Non significa negare la dimensione economica, né sostituire l’efficienza con principi generici. Significa piuttosto interrogarsi sulla possibilità di costruire un’economia nella quale la creazione di valore tenga conto anche della qualità delle relazioni, della responsabilità e della dignità delle persone.
È questo il terreno sul quale si colloca, ancora in forma di ricerca, la RE-Umanesimo Academy.
La presentazione prevista per il 2027 sarà quindi il risultato di un lavoro che nei prossimi mesi dovrà completare i contenuti, metodologie e interlocuzioni, nonchè le docenze. I temi istituzionali, economici, culturali, etici e umanistici costituiranno l’orizzonte della proposta, con l’obiettivo di affrontare alcune delle questioni che riguardano la costruzione dell’economia – in senso ampio – dei prossimi anni.
Non si tratta di anticipare una risposta
Al contrario, il valore di questa fase preliminare sta proprio nella possibilità di porre le domande con la necessaria attenzione, senza semplificare una realtà che semplice non è.
- Quale leadership sarà necessaria?
- Quale rapporto dovrà esistere tra tecnologia e persona?
- Quale responsabilità avranno le imprese?
- Quale forma di managerialità ci si aspetta?
- Come potranno evolvere le istituzioni?
- E, soprattutto, quale idea di uomo dovrà essere posta al centro dell’economia che verrà?
- Sono interrogativi diversi, ma profondamente connessi.
La RE-Umanesimo Academy nasce da questa connessione e intende, per ora, dedicare a essa uno spazio di studio e di confronto. Il progetto è ancora in costruzione. Sarà il lavoro del prossimo periodo a definirne progressivamente la forma. Le edizioni 2027 rappresenteranno il momento nel quale questa riflessione potrà essere presentata pubblicamente, con le diverse partnership.
Con una convinzione di fondo: parlare dell’economia del futuro significa anche parlare della società che desideriamo costruire. E, prima ancora, della persona che intendiamo porre al centro di quella costruzione.