Sotheby’s ha annunciato una delle più importanti vendite d’arte mai organizzate in Europa: la dispersione di una parte della prestigiosa Lewis Collection, una raccolta costruita in decenni dal collezionista Joe Lewis e dalla figlia Vivienne. Con una stima complessiva superiore ai 200 milioni di sterline, la collezione riunisce alcuni dei massimi protagonisti dell’arte moderna, da Pablo Picasso a Edgar Degas, da Henri Matisse a Francis Bacon. Al centro dell’evento spicca però un’opera destinata ad attirare l’attenzione mondiale: Nu assis au collier di Amedeo Modigliani, stimata oltre 45 milioni di sterline e considerata uno dei più importanti lavori dell’artista mai apparsi sul mercato europeo.
La scelta di porre Modigliani al centro della vendita non è casuale. L’artista livornese rappresenta infatti una delle figure più significative per comprendere la trasformazione culturale che ha caratterizzato il Novecento. La sua opera sintetizza tradizione e innovazione, eredità classica e ricerca moderna, diventando il simbolo di un’epoca in cui l’arte cambiò radicalmente il proprio linguaggio.
Un artista tra due secoli
Nato a Livorno nel 1884, Modigliani si formò nella tradizione artistica italiana prima di trasferirsi a Parigi, allora capitale mondiale dell’avanguardia. Nella città francese entrò in contatto con le nuove correnti artistiche, dal Cubismo alle influenze provenienti dall’arte africana e oceanica, sviluppando uno stile immediatamente riconoscibile. I suoi ritratti e i suoi nudi si distinguono per i volti allungati, i colli eleganti, gli occhi spesso privi di pupille e una straordinaria capacità di cogliere l’interiorità dei soggetti. Pur dialogando con le avanguardie, Modigliani non abbandonò mai il riferimento alla grande tradizione italiana del Rinascimento, creando un linguaggio personale che univa passato e presente.
Lo scandalo del 1917
L’opera protagonista dell’asta, Nu assis au collier, fu realizzata tra il 1917 e il 1918, durante uno dei momenti più importanti della carriera dell’artista. Il dipinto appartiene alla celebre serie di nudi esposta nella sua prima e unica mostra personale organizzata dalla gallerista Berthe Weill a Parigi nel dicembre del 1917. L’esposizione divenne immediatamente un caso pubblico. Le autorità francesi considerarono le opere troppo provocatorie e ne ordinarono la chiusura il giorno stesso dell’inaugurazione. Ciò che oggi appare come una rappresentazione elegante e raffinata del corpo femminile venne giudicato scandaloso da una società ancora legata a rigidi codici morali. Lo scandalo contribuì a costruire il mito di Modigliani e trasformò quei dipinti in simboli della modernità artistica. I nudi del 1917 sono oggi considerati una delle tappe fondamentali dell’evoluzione dell’arte del XX secolo.
La rivoluzione del nudo moderno
Con Nu assis au collier Modigliani riprende una tradizione che attraversa tutta la storia dell’arte occidentale, da Tiziano a Velázquez fino a Manet. Tuttavia, anziché imitare i modelli del passato, li trasforma profondamente. La donna raffigurata non è una dea né un personaggio mitologico. È una figura reale, consapevole della propria presenza. Il suo corpo allungato e il gesto della mano che sfiora la collana creano un equilibrio tra sensualità e introspezione. La nudità non è più un pretesto narrativo, ma diventa affermazione dell’identità individuale. Questa nuova visione influenzò profondamente gli artisti del Novecento, contribuendo a ridefinire il modo di rappresentare il corpo umano nell’arte contemporanea.
L’asta come racconto della modernità
La vendita della Lewis Collection non celebra soltanto il valore economico delle opere, ma racconta una storia più ampia: quella delle rivoluzioni artistiche che hanno segnato il secolo scorso. Accanto a Modigliani figurano artisti che, in modi diversi, hanno cambiato il corso della storia dell’arte. Edgar Degas è presente con la celebre Petite danseuse de quatorze ans, una scultura che alla fine dell’Ottocento scandalizzò il pubblico per il suo realismo. Picasso compare con diversi lavori che documentano le molte fasi della sua ricerca, mentre Francis Bacon testimonia la crisi esistenziale del secondo dopoguerra. Anche Magritte, Beckmann e Matisse rappresentano momenti cruciali dell’evoluzione della sensibilità moderna. Secondo Sotheby’s, l’intera collezione mostra come molte delle opere oggi considerate capolavori siano state inizialmente accolte con diffidenza o scandalo. Ciò che accomuna questi artisti è la capacità di rompere le convenzioni e proporre nuovi modi di guardare il mondo.
Un’eredità ancora viva
A oltre un secolo dalla sua morte, Modigliani continua a essere una figura centrale nella cultura contemporanea. Le sue opere raggiungono cifre record nelle aste internazionali e sono conservate nei più importanti musei del mondo. Tuttavia il loro valore non risiede soltanto nella rarità o nel prestigio collezionistico. Le figure dipinte dall’artista parlano ancora al pubblico moderno perché incarnano le tensioni, le inquietudini e le speranze di un’epoca di profonde trasformazioni. Attraverso il suo sguardo, il Novecento appare come un secolo di ricerca continua, in cui la tradizione viene messa in discussione senza essere cancellata. La presenza di Nu assis au collier come opera simbolo della grande asta londinese del 2026 conferma il ruolo di Modigliani nella storia dell’arte: non soltanto protagonista del proprio tempo, ma interprete universale di una modernità che continua a interrogare il presente. L’interesse suscitato dall’opera dimostra come la sua rivoluzione artistica, nata tra le strade di Parigi durante gli anni difficili della Prima guerra mondiale, sia ancora oggi capace di affascinare studiosi, collezionisti e appassionati di tutto il mondo.