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I giardini di Miramare. Un paesaggio costruito per pensare

Oltre la storia del giardino

Un metodo di ricerca esemplare

Miramare come crocevia dell’Europa

Il giardino come laboratorio scientifico

Il museo verde: una nuova categoria culturale

Il restauro come progetto culturale

Una scrittura che accompagna il lettore

Un libro che guarda al futuro

Un’opera destinata a restare

Nel panorama editoriale italiano dedicato alla storia dei giardini, il volume di Andreina Contessa rappresenta una delle pubblicazioni più significative degli ultimi anni. Alla fine della lettura, Miramare non appare più come uno dei tanti giardini storici d’Europa. Un luogo nel quale il paesaggio non è mai semplice natura, ma pensiero organizzato nello spazio; dove ogni albero racconta una relazione internazionale, ogni sentiero custodisce una scelta filosofica, ogni prospettiva verso il mare restituisce il sogno di un’Europa costruita attraverso la conoscenza, la bellezza e il dialogo tra culture.

È questa, probabilmente, la conquista più alta del libro di Andreina Contessa: aver dimostrato che un giardino storico può ancora essere letto come un testo della civiltà europea e che la sua conservazione non riguarda soltanto il passato, ma costituisce uno degli atti più profondi di responsabilità verso il futuro. Pochi saggi contemporanei riescono a coniugare con altrettanta naturalezza ricerca, visione e capacità narrativa. I giardini di Miramare è uno di questi.

Giardino di Miramare
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Marika Lion è direttrice editoriale con una consolidata esperienza nella comunicazione istituzionale, finanziaria e culturale. Specialista nel mercato dell’arte e nella valorizzazione del patrimonio culturale, si occupa di ricerca, approfondimento critico e sviluppo di progetti editoriali dedicati alla cultura e alle trasformazioni della società contemporanea. Ha ideato e curato magazine e iniziative editoriali, collaborando con testate giornalistiche e promuovendo contenuti capaci di coniugare analisi, visione culturale e interpretazione dei cambiamenti economici e sociali. È ideatrice del Manifesto RE-Umanesimo, un progetto culturale che pone la centralità della persona, la conoscenza e la responsabilità etica al centro del progresso economico e sociale.

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